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Ci hanno definito un gruppo affiatato. Niente di più falso. E questo per due motivi. Primo: il gruppo è composto da quattro persone, due uomini e due donne, quindi sessualmente in contrasto e perennemente in lotta.
Lasciate stare chi dice che la donna compensa l’uomo e viceversa. Falsità, grosse falsità. Secondo: il gruppo è rigidamente diviso o, meglio, spaccato in due. Alla vostra sinistra trovate il Cappa Team (nome che deriva dal tipico accrocco che staziona sopra i fuochi della cucina), mentre alla vostra destra la Tappo Team (nome che deriva dal tipico accrocco che chiude bottiglie e simili). Le due formazioni si dichiarano guerra con periodicità frequente sfidandosi a gare di vario tipo: briscola, nascondino e al gioco di chi ride prima perde.
Le formazioni
Tappo Team: Giuseppe detto Sussi, ragioniere contabile delle Officine Bohemien, nel passeggino scheckerava il biberon. La mamma, disperata, lo ha mandato a fare le cosiddette “stagioni” in giro per l’Italia, sperando guarisse. Macché. Incuriosito dalla quantità di bicchieri di vino che un essere umano è in grado di ingollarsi sopravvivendo, impaurito dal farlo lui stesso ha deciso di studiare per avere la risposta. Così ha ottenuto il diploma di sommelier presso la FISAR Federazione Italiana Sommelier di Torino. E’ il re del bancone e nasconde a tutti la ricetta del suo cocktail segreto. Se volete fargli uno scherzo, incasinategli il frigo del bar.
Irene detta Ire, elemento d’attacco del Tappo Team, dopo un passato vissuto tra sport e libri ha deciso che era ora d’invecchiare seguendo la dieta del cibo e del vino. Per questo ha voluto apprendere i principi del bere bene studiando presso l’AIS, Associazione Italiana Sommelier di Torino. E’ la regina della sala, i tavoli e le sedie vanno accomodati secondo le sue dittatoriali indicazioni. Se volete farle uno scherzo, nascondetele tutte le posate del ristorante.
Cappa Team: Francesca detta Cecca è la punta di diamante della cucina, cuoca e pasticcera s’insozza le mani tutti i giorni impastando chili di pane. Diplomata presso l’AIC Associazione Italiana Cuochi di Torino, dopo aver fatto per anni teatro e doppiaggio è stata promossa all’organizzazione teatrale delle Officine Bohemien, cosa tra l’altro che fa gran bene. Se volete farle uno scherzo, mettetele la farina nera nel sacco di quella bianca e viceversa. Potrebbe svenire.
Dario detto Dario, dopo aver discusso per anni con Bach, Mozart e Bill Evans ha deciso che era ora di alzarsi dal pianoforte per sostituire quella comoda posizione seduta con quella eretta da cuoco. Dopo aver dedicato anni ai tasti bianchi e neri ebbe la folgorazione: cucinare è come suonare. Creare mischiando gli elementi. Così decide di studiare presso l’AIC Associazione Italiana Cuochi per capire il principio del dolce e del salato. In cucina non trova mai le cose ed è colui che si occupa dell’organizzazione musicale. Se volete fargli uno scherzo, fate sparire dal solito posto il sale e il prezzemolo.
Sussi, Ire, Cecca e Dario vi danno il benvenuto!
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